Su di me

Sono nata nel 1985 a Treviso. Ho studiato fino a 26 anni. Ho scritto qualcosina.

In queste tre frasi potrei riassumere tutta la mia esistenza, eppure tra un punto e l’altro, forse c’è qualcosa in più da dire. Sono nata a Treviso nel 1985; a 4 anni mi sono trasferita a Roma e da allora ci vivo, seppur stancamente, quasi 365 giorni all’anno.
Per quanto riguarda la mia formazione, all’età di 14 anni mi iscrivo a un liceo scientifico di “borgata”, il Tullio Levi Civita e ne esco dopo i classici 5 anni un po’ demoralizzata a causa di troppa fatica e poche ricompense.
Diciamo che l’università mi salva la vita: mi cambia, mi dà speranze, seda il mio temperamento burrascoso (per quanto possibile!)… Nel 2004 mi iscrivo a Scienze della Comunicazione presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” e dopo circa 1 anno mi accorgo che si tratta – non di una scelta sbagliata, ma – di una scelta sbagliatissima! Le materie sono “barbose”, stupide (sì, sì alcune veramente stupide!) e del tutto inutili nell’era della comunicazione in stile 2.0.
Il mio più grande difetto è che “io mi annoio”, detta alla buona, perciò dopo alcuni mesi per non annoiarmi decido di iniziare a lavorare. Cerco qualcosa in cui poter destreggiarmi dignitosamente e imparare molto di più che seduta su un banco universitario ad ascoltare la vita di Charles Darwin (sebbene sia una delle poche questioni decisamente interessanti). Mi propongo come grafico-stageur presso un’agenzia pubblicitaria romana e va subito bene; ingrano passando in diverse realtà lavorative, ma continuo a darmi da fare con il web e con le nuove tecnologie.
Finalmente nel 2009 mi laureo (sì, perdonate, forse me la sono presa un po’ con comodo!): la mia tesi – in Letteratura Italiana – si intitola: L’autore intellettuale come comunicatore della realtà: Alberto Moravia e Nuovi Argomenti; proprio in questo periodo comincia la mia collaborazione continuativa con il mio Relatore, il prof. Fabio Pierangeli.

Alt.

Allora, prima di continuare a parlare della mia vita accademica e dei miei personali-piccoli (piccolissimi!) successi editoriali, c’è da raccontare brevemente la mia esperienza irlandese. Dunque, mi laureo il 18 febbraio 2009, il 1 marzo parto per Dublino, sperando di trovare un ambiente nuovo e sperando, sì lo ammetto, anche di cambiare vita. Devo essere sincera: è l’esperienza più bella della mia vita, non solo perché provo il vero brivido dell’avventura (parto accompagnata da una mia amica, ma poi lei torna a casa), ma soprattutto perché vivo in una terra che avevo amato e che amo ancora. Sembra strano riuscire a pronunciare queste parole, ma molto spesso lo confermo: “Dublino è la mia seconda casa e la amo, come mai ho amato una città a eccezione di Roma”.
Però (c’è sempre un però) dopo 5 mesi devo tornare… I soldi finiscono e la recessione colpisce duro i nostri cugini mangiapatate, impedendomi di trovare lavoro “in loco”.

Nel settembre 2009 torno a Tor Vergata e, convinta di non fare più lo stesso grande errore, mi iscrivo al corso di laurea magistrale di Letteratura italiana, Filologia moderna e Linguistica, volgarmente detto LeFiLing (curriculum linguistico). Sembra riapparire lo spettro dell’errore, invece mai altra scelta è più azzeccata di questa.
Studiare linguistica mi rinvigorisce, mi dà sicurezza, mi dà metodo, mi fa riacquistare la memoria. Per la prima volta, dopo ogni esame, mi sento soddisfatta non tanto per il voto preso, tanto perché non credevo di poter riuscire in una materia così ostica e molto spesso (troppo spesso) mnemonica (soprattutto con la mia scarsa conoscenza delle lingue antiche).
Nel frattempo comincio a scrivere. Scrivo tanto, un mare di racconti, inizio infiniti romanzi… ma pubblico poco. Sempre grazie al prof. Pierangeli escono un paio di racconti su Mosaico ( inserto mensile della rivista dell’Istituto di Cultura Italiana a Rio de Janeiro): I nuovi fiori del male e Anche i demoni hanno le ali. Successivamente, vista la mia esperienza in Irlanda, mi chiedono di donare un racconto all’antologia Icaro. Appunti, reportage, racconti di viaggio, edita da Edilet e curata dal prof. Fabio Pierangeli, Luisa di Bagno, Valeria Moriconi e Alessandro Selva. Insomma, in quel periodo continuo a scrivere e pubblico presso la rivista Fermenti un raccontino breve di poche pretese: 102 Milioni, che però a quanto pare piace. Insomma… non sto qui ad elencare tutti i miei racconti pubblicati (tutti… in realtà potrei! Ne mancano solo 2 all’appello: Il giardino in In attesa della festa e L’amore e il peccato nell’antologia Linguaggi&Personaggi.Racconti tra segno e parola), ma spendo volentieri due parole per il primo libro pubblicato di cui ho preso in carico la curatela: Cronache dal Big-Bang. L’unica gioia al mondo è cominciare, edito da Hacca Edizioni, insieme al mio (oramai!) “capitano di avventure letterarie” Fabio Pierangeli.

Siamo nel 2012. Sto scrivendo la tesi magistrale che verterà sul relativismo linguistico dei colori nel loro uso metaforico. Sto anche scrivendo il solito romanzo che sembra non voler finire mai. La domanda non è se ce la farò, sicuramente sì, prima o poi  ce la farò… La domanda è se qualcuno lo pubblicherà! Il mio enigma rimane irrisolto, spero di scoprire presto cosa accadrà.

Nel salutarvi vorrei specificare che mi presento così, con questa autobiografia un po’ strampalata, perché adoro la schiettezza della lingua e ancor di più adoro la schiettezza di intenzioni, senza dietrologie.
Volevo raccontarvi solo un po’ di me… Ecco tutto.

Lidia Sirianni