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	<title>Lidia Sirianni - Sito Ufficiale</title>
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	<description>Sito Ufficiale di Lidia Sirianni</description>
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		<title>Pasolini-Calvino, l’urlo, la leggerezza</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Aug 2010 14:50:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mosaico]]></category>
		<category><![CDATA[Saggistica]]></category>

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		<description><![CDATA[Pier Paolo Pasolini, 1922-1975; Italo Calvino, 1923-1985.
Mosaico ricorda la diversa testimonianza di questi due grandi scrittori quasi coetanei a 35 anni dalla morte dell’uno e a 25 anni dalla morte dell’altro. Due modi di essere intellettuali nella realtà italiana. L’urlo di Pasolini, il suo bisogno di intervenire continuamente, denunciando con forza le trame del Palazzo; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pier Paolo Pasolini, 1922-1975; Italo Calvino, 1923-1985.</p>
<p>Mosaico ricorda la diversa testimonianza di questi due grandi scrittori quasi coetanei a 35 anni dalla morte dell’uno e a 25 anni dalla morte dell’altro. Due modi di essere intellettuali nella realtà italiana. L’urlo di Pasolini, il suo bisogno di intervenire continuamente, denunciando con forza le trame del Palazzo; l’approdo alla leggerezza di Calvino, la progressiva presa di distanza dall’intervento diretto sui fatti di politica e di cronaca, spesso sostituito dal silenzio a partire dagli anni Sessanta, dopo una militanza molto attiva nel Partito Comunista nel dopoguerra, come intellettuale di punta e, di fatto, “organico”. Proprio Pier Paolo Pasolini, recensendo <em>Le</em> c<em>ittà invisibili</em>, ricorda questo distacco di Calvino da una lotta comune: «… sono cresciuto con Italo Calvino. L’ho visto giovanissimo… abbiamo lavorato insieme, lui a Torino io a Roma, fin verso i 40 anni, cioè fino a che abbiamo raggiunto il centro della vita. Ci legava soprattutto l’ottimismo, come un buon sentimento, consistente nella convinzione che il nostro lavoro fosse al centro di qualcosa e che qualcosa ne dovesse risultare. In modo molto ombroso ci ammiravamo e ci amavamo… Poi Calvino ha cessato di sentirsi vicino a me; l’ho capito subito, all’inizio degli anni sessanta, qualcosa si spaccava…». In quegli anni tremendi per la storia italiana, segnati proprio dal delitto Pasolini, dalle stragi, dal rapimento Moro nel 1978,Calvino si sente a disagio, confessa di riconoscersi in tante cose, ma come a pezzettini di uno specchio che non combacia. Il suo personaggio autobiografico e testamentario, <em>Palomar</em>, come acutamente scrive Silvio Perrella, sceglie il silenzio e si morde tre volte le labbra prima di parlare, mentre Pasolini, profetizzando il suo “martirio”, conduce con i famosi articoli raccolti in <em>Scritti corsari</em> e <em>Lettere luterane</em> il suo discorso ininterrotto, volto a scoprire misteri ancora irrisolti della politica italiana. Pagherà con la morte, costretto al silenzio. Per Calvino saranno le <em>Lezioni americane</em> del 1985 a esaltare la letteratura come risposta al caos violento della realtà che bisogna tenere a distanza per interpretarla e, sempre con i mezzi riflessi dell’arte, tentare di sconfiggerla.</p>
<h3>Editoriale &#8211; Mosaico Settembre 2010</h3>
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		<title>L’entrelacement di Calvino</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Aug 2010 14:22:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia Sirianni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured Articles]]></category>
		<category><![CDATA[Mosaico]]></category>
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		<description><![CDATA[Da principio era solo una serie di trasmissioni radiofoniche messe in onda dalla Rai all’interno del Programma Nazionale del 1968: a Calvino servirono solo due anni per raccogliere in un unico volume i brani scelti, al fine di rappresentare al meglio lo scheletro della complessa e ingarbugliata opera ariostesca dell’Orlando Furioso.
Trainate dalla grandissima fortuna che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da principio era solo una serie di trasmissioni radiofoniche messe in onda dalla Rai all’interno del Programma Nazionale del 1968: a Calvino servirono solo due anni per raccogliere in un unico volume i brani scelti, al fine di rappresentare al meglio lo scheletro della complessa e ingarbugliata opera ariostesca dell’<em><strong>Orlando Furioso</strong></em>.<br />
Trainate dalla grandissima fortuna che ebbe l’opera nei secoli passati, le storie dei cavalieri, delle principesse, di magia e mostri restano tutt’oggi impiantate nella visione più autentica della favola popolare, quella che non fa fatica ad instaurare un certo feeling col pubblico.  Che Calvino avesse una naturale simpatia per Ariosto, non era di certo una novità: i riferimenti espliciti al mondo cavalleresco e fiabesco sono da ritrovarsi in moltissimi romanzi a cominciare da quelli inclusi nella famosa trilogia “I nostri antenati”. Ma è senza dubbio il <em>mito del mondo cavalleresco</em>, effettivamente mai tramontato, ad affascinare Calvino in ogni sua molteplice sfumatura.<br />
Nel volume “Orlando Fuorioso di Ludovico Ariosto, raccontato da Italo Calvino” si celebra un vero e proprio elogio non solo alla creatività letteraria di Ariosto, ma all’antichissimo mito dei Cavalieri.</p>
<p>«Per rintracciare le origini di questa straordinaria proliferazione mitologica, ci si suole rifare a un episodio storico oscuro e sfortunato: nel 778 Carlomagno tentò una spedizione per espugnare Saragozza, ma fu rapidamente costretto a ripassare i Pirenei. Durante la ritirata, la retroguardia dell’esercito franco fu assalita dalle popolazioni basche della montagna e distrutta, presso Roncisvalle. Le cronache ufficiali carolinge riportano, tra i nomi ei dignitari franchi uccisi, quello d’un certo Hruodlandus. Fin qui la storia, ma la verità dei fatti ha poco a che vedere con l’epopea. La <em>Chanson de Roland</em> fu scritta circa tre secoli dopo Roncisvalle. Siamo attorno al 1100, all’epoca della Prima Crociata: il riferimento storico più pertinente è questo.<a href="file:///C:/Users/Shannon/Documents/universit%C3%A0/Mosaico/NumeroSuCalvino/entrelacement-di-calvino.doc#_ftn1">[1]</a>»</p>
<p>Da questo incipit, Calvino indaga su ingarbugliati sentieri di racconti, autori, protagonisti dal nome storpiato dai “cantari di gesta”. In poche pagine la semplice leggenda del campione francese diventa una straordinaria epopea dai sapori tragici e al contempo ironici; un’epopea che vede in Ariosto il più completo dei suoi “giullari” e in Calvino un autentico filologo, indagatore di tutti i soppalchi dell’opera.<br />
Nel volume dedicato all’Orlando ormai nel tempo divenuto “Furioso”, Calvino procede passo passo, sciogliendo la trama in diversi quadri statici, dove il lettore può sentirsi accompagnato per mano, saltellando, a cuor leggero, da una vicenda all’altra.<br />
La struttura del volume, sempre meno da considerare una “rilettura” ma molto più un racconto fiabesco vero e proprio, ci regala  oltretutto l’originalità di una nuova interpretazione. Dunque è l’interpretazione (sia linguistica che narrativa) dello scritto originale a rendere questo volume decisamente un punto fermo della critica di Calvino. Da tale presupposto di completa libertà e interpretazione si muove una decisiva spinta all’innovazione semantica, sintattica e lessicale, di cui Calvino è allegro sperimentatore.<br />
Grazie a questa sobrietà stilistica, tendente al parlato, Calvino stesso si fa “paladino” della lingua comune, insistendo su quei caratteri burleschi e grotteschi tipici della straordinaria poetica di Ariosto.<br />
La <em>pazzia d’Orlando</em>, in tutta la sua ironica destabilizzazione è uno degli esempi più lampanti dei giochi di Italo Calvino:</p>
<p>« I pastori si fanno in quattro per accogliere degnamente il paladino: chi gli svita l’armatura di dosso, chi gli toglie gli speroni, chi gli lustra la corazza, chi governa il cavallo. Orlando lascia fare, come un sonnambulo; poi si corica, e resta ad occhi sbarrati. Sarà un’allucinazione? Quelle scritte continuano a perseguitarlo. Intorno al letto, sui muri, perfino sul soffitto, egli vede le scritte, dovunque posi gli occhi. Alza la mano per scacciarle: no, sono proprio là, tutta la casa ne è coperta.<br />
- Non puoi dormire, cavaliere? – e il pastore, udendolo smaniare, venne a sedersi al suo capezzale.- Se vuoi ti racconto una storia che più bella non si potrebbe immaginare. Ed è una storia vera. Pensa che in questa povera casa s’era venuta a rifugiare una principessa dell’Oriente…<br />
Orlando è tutt’orecchi. <a href="file:///C:/Users/Shannon/Documents/universit%C3%A0/Mosaico/NumeroSuCalvino/entrelacement-di-calvino.doc#_ftn2">[2]</a>»<strong> </strong></p>
<p>Netta la marcatura ironica all’originale di Ariosto:      <strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>« Languido smonta, e lascia Brigliadoro<br />
a un discreto garzon che n’abbia cura;<br />
altri disarma, altri gli sproni d’oro<br />
gli leva, altri a forbir va l’armatura.<br />
Era questa la casa ove Medoro<br />
giacque ferito e v’ebbe alta avventura.<br />
Coricarsi Orlando e non cenar domanda,<br />
di dolor sazio e non d’altra vivanda.<br />
Quanto più cerca di ritrovar quiete,<br />
tanto ritrova più travaglio e pena;<br />
che de l’odiato scritto ogni parete,<br />
ogni uscio, ogni finestra vede piena.<br />
Chieder ne vuol: poi tien le labra chete;<br />
che teme non si far troppo serena,<br />
troppo chiara la cosa che di nebbia<br />
cerca offuscar, perché men nuocer debbia.<br />
Poco gli gioiva usar fraude a se stesso;<br />
che senza domandarne, è chi ne parla.<br />
Il pastor che lo vede così oppresso<br />
da sua tristizia, e che voria levarla,<br />
l’istoria nota a sé, che diceva spesso<br />
di quei duo amanti a chi volea  ascoltarla,<br />
ch’a molti dilettevole fu a udire,<br />
gli incominciò senza rispetto a dire […]<a href="file:///C:/Users/Shannon/Documents/universit%C3%A0/Mosaico/NumeroSuCalvino/entrelacement-di-calvino.doc#_ftn3">[3]</a>»<strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L’attento studio dell’opera di Ariosto in pochi anni sfocia in una interessante analisi semiotica dove il meccanismo dell’<em>entrelacement</em> mira a sostenere l’importanza della visione strutturalista, di cui Calvino è noto estimatore. L’<em>Orlando Furioso</em> di Ariosto, a questo punto, può essere considerata una delle prime grandi opere a puntare su uno sviluppo narrativo “a zig zag<a href="file:///C:/Users/Shannon/Documents/universit%C3%A0/Mosaico/NumeroSuCalvino/entrelacement-di-calvino.doc#_ftn4">[4]</a>”, un vero e proprio snodarsi di fili che intrecciandosi l’uno con l’altro finiscono al bandolo della matassa sciogliendo, solo in ultima istanza, il dubbio del lettore.<br />
Calvino, come abbiamo detto, fanatico dello  strutturalismo e agli scherzi semiotici (di cui è brillante esempio, “Se una notte d’inverno un viaggiatore”)  con il <em>Furioso</em> può finalmente mettere in pratica quel sistematico gioco che ad Ariosto era riuscito con estrema maestria quasi cinquecento anni prima.<br />
L’evoluzione di questa tematica, mista tra ferma teoria e pratica creativa, si incontra nel fortunato “Il Castello dei destini incrociati”, scritto da Calvino nel 1973, dove, intorno ad un  tavolo di un castello si riuniscono dame, cavalieri o semplici commensali che aspettano il proprio turno per raccontare la propria storia. Fin qui nulla di nuovo se non fosse per il canale dell’informazione che recita l’intreccio: un mazzo di tarocchi.</p>
<p>« L’idea di adoperare i tarocchi come una macchina narrativa combinatoria mi è venuta da <strong>Paolo Fabbri</strong> che, in un <em>Seminario internazione sulle strutture del racconto</em> del luglio 1968 a Urbino, tenne una relazione su <em>Il racconto della cartomanzia e il linguaggio degli emblemi</em>. L’analisi delle funzioni narrative delle carte da divinazione aveva avuto una prima impostazione negli scritti di <strong>Lekomčeva</strong> a <strong>Uspenskij</strong>,<em> La cartomanzia come sistema semiotico </em>e <strong>Egorov</strong>, <em>I sistemi semiotici più semplici e la tipologia degli intrecci</em> […]. Ma non posso dire che il mio lavoro si valga dell’apporto metodologico di queste ricerche. Di esse ho ritenuto soprattutto l’idea che il significato d’ogni singola carta dipende dal posto che essa ha nella successione di carte che la precedono e la seguono; partendo da questa idea, mi sono mosso in maniera autonoma, secondo le esigenze interne al mio testo.<a href="file:///C:/Users/Shannon/Documents/universit%C3%A0/Mosaico/NumeroSuCalvino/entrelacement-di-calvino.doc#_ftn5">[5]</a>»</p>
<p>Dunque usando il mezzo della cartomanzia <em>Il Castello dei Destini Incrociati</em> e un mescolarsi continuo di storie; chi sceglie una carta dal mazzo e la adagia ad iniziare, chi invece, prendendo spunto dall’<em>interpretazione, </em>d’un tratto ne prende un’altra, cavalcando la storia per sentieri opposti e inaspettati. Il sistema che Calvino ha in mente si sposa benissimo con l’originaria idea di Ariosto, in cui le vicende di ogni personaggio si rincorrono, a volte andando per strade parallele, a volte divergenti, ma che tutte in fin dei conti sono utili per costruire l’intero quadro della narrazione, come il quadro di tarocchi che alla fine si delinea sul tavolo dei commensali del castello. Proprio l’affinità del meccanismo di Calvino con l’entrelacement di Ariosto porta l’autore a cominciare la narrazione proprio con i personaggi del <em>Furioso</em> (per poi terminare in piena creatività narrativa, cambiando locazione, una taverna, e rendendo le storie decisamente più popolari, infestate da streghe, diavoli e vampiri). Il castello, punto di raccolta degli ignari narratori (castello che senza alcun dubbio nasce dall’immagine della fiabesca dimora di<em> Atlante</em>, dove tutti, nell’<em>Orlando Furioso</em> prima o poi finiscono prigionieri) pullula di personaggi ariosteschi.<br />
Saltano subito agli occhi le fondamentali vicende di Orlando e Astolfo: il primo che per amore diventa matto e il secondo, che per ordine del suo imperatore, ha il dovere di recuperare il senno del paladino.<br />
Le carte vengono posizionate una ad una sul tavolo e l’esuberante creatività di Calvino riesce a calcare, ancora, la storia dei due personaggi di Ariosto in una veste del tutto nuova, se non in senso contestuale, sicuramente nel senso più stretto della tecnica narrativa. I due punti focali del <em>Furioso</em>, la pazzia di Orlando e il recupero del suo senno perduto, diventano due favole narrate in spazi stretti, angusti, ma che hanno una carica di significato ancora elettrizzante. Nell’avventura che dovrà compiere il cavaliere inglese Astolfo, si scorge uno dei passi più filosofici del poema di Ariosto. Calvino, nella sua estrema semplicità discorsiva, riesce a condensare i valori poetici del brano per farci apprezzare cinquecento anni dopo la grandezza del mito cavalleresco.</p>
<p>«Così come il discorso dell’imperatore non poteva avere altra conclusione che questa: &#8211; Solo nostro nipote potrebbe guidarci in una sortita che tagli il cerchio di ferro e di fuoco… Va’, Astolfo, rintraccia il senno d’Orlando, dovunque si sia perduto, e riportalo: è la sola nostra salvezza!Corri!Vola! […] Per salire sulla Luna, (l’arcano Il Carro ce ne dava superflua ma poetica notizia), è convenzione ricorrere alle ibride razze dei cavalli alati o Pegasi o Ippogrifi; le Fate li allevano nelle loro stalle dorate per aggiogarli a bighe e a trighe. Astolfo il suo Ippogrifo lo aveva e montò in sella. Prese il largo nel cielo. La Luna crescente gli venne incontro<a href="file:///C:/Users/Shannon/Documents/universit%C3%A0/Mosaico/NumeroSuCalvino/entrelacement-di-calvino.doc#_ftn6">[6]</a>»</p>
<p>E ancora:</p>
<p>« Sui bianchi campi della Luna, Astolfo incontra il poeta, intento a interpolare nel suo ordito le rime delle ottave, le fila degli intrecci, le ragioni e le sragioni. Se costui abita nel bel mezzo della luna,- o ne è abitato, come dal suo nucleo più profondo, &#8211; ci dirà se è vero che essa contiene il rimario universale delle parole e delle cose, se essa è il mondo pieno di senso, l’opposto della Terra insensata.<br />
-No, la Luna è un deserto,- questa era la risposta del poeta, a giudicare dall’ultima carta scesa sul tavolo: la calva circonferenza dell’<em>Asso di Denari</em>,- da questa sfera arida parte ogni discorso e ogni poema; e ogni viaggio attraverso foreste battaglie tesori banchetti alcove ci riporta qui, al centro di un orizzonte vuoto.<a href="file:///C:/Users/Shannon/Documents/universit%C3%A0/Mosaico/NumeroSuCalvino/entrelacement-di-calvino.doc#_ftn7">[7]</a> »<strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Se <em>errare</em> è una delle parole chiave del <em>Furioso</em>, nel<em> Castello</em> di Calvino questa si trasforma in unico fine. Le storie hanno vita propria e si esauriscono in un mescolarsi di carte. Il vero <em>errare</em> si trova nello schierare i tarocchi, l’uno dopo l’altro. È un percorso che si crea visivamente sul tavolo attorniato da uomini e donne, ma che effettivamente si propaga, delineato e concreto, soltanto nella mente di chi è abile ad amalgamare disparati destini.</p>
<hr size="1" /><a href="file:///C:/Users/Shannon/Documents/universit%C3%A0/Mosaico/NumeroSuCalvino/entrelacement-di-calvino.doc#_ftnref1">[1]</a> <strong>I.Calvino</strong>,<em> Orlando Furioso di Ludovico Ariosto raccontato da Italo Calvino</em>, Mondadori, Milano 1995, pp. 9-10.</p>
<p><a href="file:///C:/Users/Shannon/Documents/universit%C3%A0/Mosaico/NumeroSuCalvino/entrelacement-di-calvino.doc#_ftnref2">[2]</a><em>Ivi</em>,  p.193</p>
<p><a href="file:///C:/Users/Shannon/Documents/universit%C3%A0/Mosaico/NumeroSuCalvino/entrelacement-di-calvino.doc#_ftnref3">[3]</a> <em>Ivi</em>, pp. 193-195</p>
<p><a href="file:///C:/Users/Shannon/Documents/universit%C3%A0/Mosaico/NumeroSuCalvino/entrelacement-di-calvino.doc#_ftnref4">[4]</a> <strong>I. Calvino</strong>, <em>Ariosto:la struttura dell’Orlando Furioso</em>, <em>Saggi, </em>Mondadori, Milano 1995, p.762.</p>
<p><a href="file:///C:/Users/Shannon/Documents/universit%C3%A0/Mosaico/NumeroSuCalvino/entrelacement-di-calvino.doc#_ftnref5">[5]</a> <strong>I. Calvino</strong>, <em>Il Castello dei destini incrociati</em>, Mondadori,Milano 1994, pp. IV-V.</p>
<p><a href="file:///C:/Users/Shannon/Documents/universit%C3%A0/Mosaico/NumeroSuCalvino/entrelacement-di-calvino.doc#_ftnref6">[6]</a> <em>Ivi</em>, p.37</p>
<p><a href="file:///C:/Users/Shannon/Documents/universit%C3%A0/Mosaico/NumeroSuCalvino/entrelacement-di-calvino.doc#_ftnref7">[7]</a> <em>Ivi</em>, pp.38-39.</p>
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		<title>Giovanna D&#8217;Arco era pazza&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 25 May 2010 19:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia Sirianni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog di Lidia]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Ero al mio primo vero lavoro e stranamente mi sembravo ancor più piccola di quello che potevo apparire alla gente. Ero con Sara, sul 312, come ai vecchi tempi. Eravamo andate a trovare Elisa e  per buona creanza, e anche per mia estrema pigrizia, la stavo accompagnando verso casa; dopo un paio di fermate sarei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: xx-large;">&#8220;</span>Ero al mio primo vero lavoro e stranamente mi sembravo ancor più piccola di quello che potevo apparire alla gente. Ero con Sara, sul 312, come ai vecchi tempi. Eravamo andate a trovare Elisa e  per buona creanza, e anche per mia estrema pigrizia, la stavo accompagnando verso casa; dopo un paio di fermate sarei scesa anch’io.<br />
«Ma è chiaro che era solo una pazza…no?»<br />
Avevo detto a Sara che dovevo scrivere su <strong>Giovanna D’Arco</strong><strong></strong> ed effettivamente la sua domanda mi lasciò un po’ perplessa, perché non me l’aspettavo: credevo che per lo meno si fosse posta il dubbio sulla santità di quella ragazzina che veniva da Domrémy.</p>
<p>Aprii la bocca per rispondere ma in un certo senso come potevo affermare con certezza che l’eroina di Francia non era una pazza visionaria!? Sara mi guardava e forse si aspettava, come succedeva ai tempi del Liceo, che io fossi più che convinta sull’operato di Dio.<br />
Sapevo benissimo che la stessa domanda di Sara me l’ero posta io stessa qualche giorno addietro.<br />
«Era una pazza, senz’altro pazza, con qualche strano caso di schizofrenia, di sdoppiamento di personalità…». Ormai quel mito l’avevo spiegato così.<cite></cite><br />
In quel momento, quasi per istinto, decisi però di difendere<strong> </strong><strong>la Pulzella di Orleans</strong><strong></strong>. Per quanto non ci fossero effettivamente prove certe della sua venuta in nome di Dio, io feci dei ragionamenti logici tali da poter convincere Sara… o convincere me stessa?<br />
Dissi alla mia amica che Giovanna D’Arco non aveva mai ucciso nessuno in battaglia e che prima di sferrare gli attacchi verso l’esercito inglese, più e più volte l’aveva intimato di andarsene dal suolo di Francia. Chi altro se non una santa avrebbe pianto per la morte dei suoi nemici, tanto da raccoglierli da terra e donargli l&#8217;estrema unzione?<br />
Questo però non bastava né a me e né a Sara…non ci credeva lei a Giovanna, come non ci credevo io.</p>
<p>Scesa dall’autobus, provai pena per la mia <em>disillusione</em>.<span style="font-size: xx-large;">”</span></p>
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		<title>Un Reading per Icaro!!</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 10:56:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia Sirianni</dc:creator>
				<category><![CDATA[News ed Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Giovedì 21 gennaio dalle ore 19.30 alle 22.30, presso la Libreria L&#8217;Argonauta (Via Reggio Emilia, 89 &#8211; Roma), si svolgerà il Reading del volume Icaro, appunti, reportage, racconti di viaggio.
Insieme alla sottoscritta saranno presenti altri autori come:
Paolo Di Paolo, Elio Pecora, Giuseppe Manfridi, Cristiana Lardo, Beppe Mariano, Marco Onofrio, Roberto Pallocca, Evelina Piscione, Sabino Caronia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giovedì <em>21 gennaio</em> dalle ore 19.30 alle 22.30, presso la Libreria L&#8217;Argonauta (Via Reggio Emilia, 89 &#8211; Roma), si svolgerà il Reading del volume <em><strong>Icaro, appunti, reportage, racconti di viaggio</strong></em>.</p>
<p>Insieme alla sottoscritta saranno presenti altri autori come:</p>
<p>Paolo Di Paolo, Elio Pecora, Giuseppe Manfridi, Cristiana Lardo, Beppe Mariano, Marco Onofrio, Roberto Pallocca, Evelina Piscione, Sabino Caronia, con i curatori del volume Fabio Pierangeli, Luisa Di Bagno, Valeria Moriconi ed Alessandro Selva.</p>
<p>Vi aspettiamo, non mancate!!!!</p>
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		<title>Piccola e Media Editoria</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 14:04:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog di Lidia]]></category>

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		<description><![CDATA[Scrivo questo post qualche giorno dopo la Fiera  Nazionale della Piccola e Media Editoria chiamata precisamente Più Libri, Più Liberi. In piena sincerità, e anche vergognandomi un po&#8217; di me stessa, devo ammettere che è la prima volta che partecipo ad un evento del genere. Ho sempre vissuto l&#8217;editoria e la scrittura dall&#8217;esterno, o meglio, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scrivo questo post qualche giorno dopo la <strong>Fiera  Nazionale della Piccola e Media Editoria</strong> chiamata precisamente <em><strong>Più Libri, Più Liberi</strong></em>. In piena sincerità, e anche vergognandomi un po&#8217; di me stessa, devo ammettere che è la prima volta che partecipo ad un evento del genere. Ho sempre vissuto l&#8217;editoria e la scrittura dall&#8217;esterno, o meglio, all&#8217;interno del mio piccolo cantuccio&#8230;non interessandomi a nulla se non alle storie che leggevo.<br />
Ringraziando alcuni amici e colleghi universitari per avermi accompagnato, ho scoperto un mondo del tutto nuovo, perché molto spesso non si è a piena conoscenza dell&#8217;enormità del mercato editoriale, soprattutto nelle piccole e medie imprese. Ora il dubbio è: quante di queste case editrici possono definirsi in espansione e sulla buona strada per diventare grandi? Già dalla dimensione degli Stand si può notare la differenza: <strong>Fazi Editore</strong> (ma si può ancora definire media?) era enorme, idem <strong>Newton Compton</strong>. Tra gli altri stand è difficile notare quelli che hanno <strong>QUEL QUALCOSA IN PIU&#8217;, a</strong>llora per lo più ho girato per le <em>Case Editrici</em> che conoscevo come <strong>Edilet</strong> (in primis, ovviamente), <strong>Hacca</strong> (Editore tra l&#8217;altro di <em>Dora Albanese</em>, personalità e talento che mi piace sempre elogiare, così&#8230; per partito preso!!!) , <strong>Giulio Perrone</strong> (ho comprato anche il libro di <em>Paolo di Paolo</em>, perché mi reputo un po&#8217; come San Tommaso, finché non vedo, non credo!!!)&#8230;<br />
Morale della favola: più si è all&#8217;interno e più è difficile capire i movimenti, capire i risvolti e soprattutto capire se la letteratura delle piccole sia arrivata al livello delle grandi case editrici o addirittura lo abbia sorpassato. Il circolo vizioso però è dietro l&#8217;angolo: se fossi un piccolo editore non avrei scrupoli a pubblicare solo porcate commerciali per farmi un nome (ricordiamo la furbata di Fazi, che si è dimostrata una delle Case Editrici Italiane più intelligenti degli ultimi anni). Molti invece hanno puntato sul Glamour o sull&#8217;alternativo, come <strong>Azimut</strong>&#8230;Forse una spinta producente e di cervello, visti i giorni d&#8217;oggi, o forse no (&#8230;vai a saperlo&#8230;)! Saranno gli esiti a dimostrarlo.<br />
Di certo però mi rendo conto che bisogna avere <strong>le palle </strong>di non precipitare nel compromesso, nell&#8217;evitare di fare del compromesso l&#8217;unico obiettivo della propria letteratura. Auguro pertanto a tutte le case editrici di svendersi solo per ciò che vale davvero la pena e di recuperare lo stile, la potenza delle parole e la pura bellezza anche a scapito di grosse sconfitte: ma questa si sa, è l&#8217;utopia di ognuno di noi!!!</p>
<p>Per il momento sondo il terreno con discrezione, silenzio e umiltà.<br />
Questo è solo un articolo del mio Blog personale, prendetelo dunque con le pinze, come una considerazione personale.<br />
Vi aspetto numerosissimi all&#8217;evento che si terrà il <strong>21 Dicembre</strong> presso la <strong>Facoltà di Lettere e Filosofia di Tor Vergata</strong> per la presentazione ufficiale di <strong><em>Icaro, Appunti, Reportage, Racconti di Viaggio</em></strong>. L&#8217;appuntamento è alle <strong>11.00</strong> presso la sala delle lauree (<strong>Aula Moscati</strong>), primo piano, Edificio B.<br />
A breve scriverò un piccolo articolo di invito, elencando tutti gli autori che parteciperanno all&#8217;evento (saranno quasi tutti!!!)</p>
<p>Al prossimo post!</p>
<p>Lidia</p>
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		<title>Icaro: Out Now!</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 15:09:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Uscita]]></category>
		<category><![CDATA[News ed Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Da oggi in libreria Icaro. Appunti, Reportage, Racconti di viaggio. Antologia di racconti inediti da scrittori vari ad opera di Edilet.
All&#8217;interno il mio racconto: Musica e Fiori d&#8217;Irlanda.
Siete tutti invitati il giorno 1 Dicembre 2009 ad assistere alla prima presentazione del volume (a cui seguiranno molte altre ) presso la Facoltà di Lettere e Filosofia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da oggi in libreria <em><strong>Icaro. Appunti, Reportage, Racconti di viaggio</strong></em>. Antologia di racconti inediti da scrittori vari ad opera di Edilet.<br />
All&#8217;interno il mio racconto: <em><strong>Musica e Fiori d&#8217;Irlanda</strong></em>.</p>
<p>Siete tutti invitati il giorno <strong>1 Dicembre 2009</strong> ad assistere alla prima presentazione del volume (a cui seguiranno molte altre ) presso la <strong>Facoltà di Lettere e Filosofia della Seconda Università di Roma Tor Vergata</strong>. L&#8217;appuntamento è fissato alle <strong>ore 17</strong> in Aula <strong>T29 &#8211; Edificio A</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><em><strong>Presentano Luisa di Bagno, Valeria Moriconi e Fabio Pierangeli.<br />
Con la Partecipazione di Paolo di Paolo, Elio Pecora e dell&#8217;Editore Marco Onofrio.</strong></em></p>
<p style="text-align: center;">Guardate il <span style="text-decoration: underline;">Video Rappresentativ</span>o per un assaggio del volume!</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="500" height="405" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/d_mUPIUymXs&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="405" src="http://www.youtube.com/v/d_mUPIUymXs&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Respiri</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 14:31:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia Sirianni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog di Lidia]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo tanto tempo ho scritto una poesia. Non mi reputo una grande poetessa, anzi al contrario, mi reputo scarsa e priva di talento. A volte però mi ritorna in testa il desiderio, perché sempre lo è stato, di poter scrivere o descrivere in poche righe l&#8217;estasi di una sensazione. Dopo aver gettato nel cestino i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo tanto tempo ho scritto una poesia. Non mi reputo una grande poetessa, anzi al contrario, mi reputo scarsa e priva di talento. A volte però mi ritorna in testa il desiderio, perché sempre lo è stato, di poter scrivere o descrivere in poche righe l&#8217;estasi di una sensazione. Dopo aver gettato nel cestino i migliaia di versi scritti in età adolescenziale, a volte fatti di rime baciate quasi imbarazzanti, un giorno, sempre in Irlanda, mi è passato nella mente che forse, così, di punto in bianco, si fosse incastonato nel mio corpo il germe del genio poetico.<br />
Così ho scritto.<br />
I versi che seguiranno saranno forse l&#8217;ispirazione di una sera solitaria, o forse l&#8217;ultimo sforzo poetico che mi è rimasto nelle braccia&#8230;?!<br />
A voi la risposta, non sono una Poetessa&#8230; con grande rammarico.</p>
<p><em><strong> </strong></em></p>
<p><em><strong>Respiri</strong></em></p>
<p>Immagini<br />
di mondi inventati<br />
i tuoi, i miei<br />
per vederci felici.</p>
<p>Palco di foglie morte<br />
abiti antichi<br />
parole sottili e<br />
mentali, d&#8217;aria lontana<br />
che respiri.</p>
<p>E riempi allora<br />
i polmoni di brezza<br />
montana di Tivoli<br />
dei ricordi svaniti<br />
dei desideri perduti!</p>
<p>Così assaggio<br />
di notte le gocce<br />
d&#8217;avorio, sospiri<br />
strozzati: illusione o<br />
carezza di Amore<br />
sfiorata:<br />
la mia paura.</p>
<p>E qui dunque<br />
passi felpati nascosti<br />
dal vento,<br />
si aggirano nudi<br />
su erbe verdi d&#8217;Irlanda.</p>
<p>Le orme di Amore<br />
calcano terre lontane<br />
da te, da me<br />
E io respiro, respiro.<br />
Respiro.</p>
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		<title>«Non dire madre» di Dora Albanese</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 13:54:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lidia Sirianni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Dall’8 ottobre in libreria, edito da Hacca, Non dire Madre, una collezione di racconti della scrittrice esordiente Dora Albanese, classe 1985. 
L’autrice in soli 9 racconti, riprendendo il sapore della propria terra natale (la Lucania), riesce a tirar fuori con vero istinto animale i tratti più emblematici dell’essere madre. Quella dell’Albanese è una madre senza età, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Dall’8 ottobre in libreria, edito da Hacca, <strong><em>Non dire Madre</em></strong>, una collezione di racconti della scrittrice esordiente Dora Albanese, classe 1985. <br />
L’autrice in soli 9 racconti, riprendendo il sapore della propria terra natale (la Lucania), riesce a tirar fuori con vero istinto animale i tratti più emblematici dell’essere madre. Quella dell’Albanese è una madre senza età, una madre ormai senza madre perché, quando si varca la soglia dell’adolescenza, non si può più chiedere aiuto a chi ci ha cresciuto. E queste giovani donne, nonne, donne di mezza età della Lucania, descritte e raccontate dalla giovane autrice, sono come quadri statici incastonati nello spazio e nel tempo: lo spazio delle rocce di Matera, genuine, matrici e madri anch’esse della memoria, della tradizione indelebile dal corpo; lo spazio grigio senza anima di Roma, oppure il tempo dei ricordi delle anziane, dei loro patimenti e l’istante di terrore delle inesperte che bruciano di rimorso.             <br />
Le pagine dell’Albanese inaspettatamente leggere di fronte ad un tema così imponente, scorrono veloci perché non ci sono abbellimenti, non c’è retorica che fa perdere il ritmo del respiro o del fiume di sangue che scivola via dal corpo. Un uomo direbbe che tanta sofferenza nasce dalla nostra vergogna di essere donne, dal dolore che dobbiamo al peccato originale di Eva, il quale senza distinzione ci ha segnato sin dalla nascita… Ma quel tremore, che la protagonista si porta addosso, è testimonianza concreta dell’essere vive e fiere, per poter comprendere a pieno cosa significhi essere madri; il tremore della nuova madre è come una scossa tellurica di passaggio tra l’incoscienza delle proprie azioni e la serenità di avere un figlio attaccato al seno, con cognizione.               <br />
“Non dire Madre” è un libro per le donne, incentrato sulle sopportazioni costanti del genere femminile che spesso gli uomini ignorano come si evince, con il ghigno tra i denti, racconto dopo racconto. L’uomo non è meschino, non è un farabutto sul quale gettare tutte le frustrazioni: è invisibile, è un mondo lontano dal nostro. Come narra Dora Albanese nell’ultimo emozionante racconto (Lo Zio d’America), <em>L’uomo che non c’è</em> si tramuta in uomo che vorrebbe, ma che non ha potere all’azione.           <br />
Insomma l’Albanese, già di primo pugno, a soli 24 anni, ha centrato in pieno il dovere di ogni donna che sarà madre, quando afferma con sicurezza ed esclusiva onestà  «Io però, ad un certo punto, mi sono imposta di non dire mai più madre, di non cercare mai più l’aiuto di mia madre; perché una figlia che diventa madre annienta il sacrificio dell’altrui maternità per dare spazio al suo bisogno di riscatto».</p>
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		<title>Reading Libreria L&#8217;Argonauta- Con L&#8217;Augurio di Molte Farfalle</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 09:03:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News ed Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Lunedì 19 Ottobre, alle 19.00
“Con l’augurio di molte farfalle”
tenuto dal Professor Fabio Pierangeli,
 con Marzia Consalvi e Daniela Iuppa,
dal libro “In attesa della festa. Letture, esercizi e antologia del laboratorio di creatività”, Universitalia Edizioni
presso la Libreria L’Argonauta – Libri per Viaggiare
 
In attesa della festa, il titolo del volumetto-antologia dei laboratori iniziati sette anni fa a Roma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-size: large;">Lunedì 19 Ottobre, alle 19.00<br />
</span></span></strong><strong><em>“Con l’augurio di molte farfalle”<br />
</em></strong>tenuto dal <strong><em>Professor Fabio Pierangeli</em></strong>,<br />
 <span style="text-decoration: underline;">con Marzia Consalvi e Daniela Iuppa</span>,</p>
<p align="center">dal libro <strong><em>“In attesa della festa. Letture, esercizi e antologia del laboratorio di creatività”</em></strong><strong><em>,</em></strong> Universitalia Edizioni<br />
presso la <strong>Libreria L</strong><strong>’Argonauta – Libri per Viaggiare</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em>In attesa della festa</em>, il titolo del volumetto-antologia dei laboratori iniziati sette anni fa a Roma Tre, con Sergio Campailla, prende spunto da questa bella immagine di Kostantin Stanislavskij, il padre della regia moderna. Rivolgendosi ai suoi attori, ma la metafora resta valida per la scrittura creativa, comunicava una palese evidenza: l’ispirazione si rifiuta di sottoporsi al comando dell’attore, “arriva solo quando è festa”.  E’ necessario individuare una via “più accessibile e battuta”, costituita dalle azioni fisiche, la cui funzione viene evocata con una similitudine bellissima: «Ricordatevi come decolla un aeroplano: rolla a terra, accumulando inerzia. Si crea un movimento d’aria che lo spinge da sotto le ali e solleva in aria la macchina. Anche l’attore si mette in moto e, come dire, prende la rincorsa lungo le azioni fisiche e accumula inerzia. In questo modo, con l’aiuto delle circostanze date e dei magici “se” l’attore dispiega le ali magiche della fede che lo innalzano nel regno dell’immaginazione, in cui crede sinceramente.</p>
<p>Ma se non c’è un terreno battuto o la pista di un aeroporto lungo la quale prendere la rincorsa, può forse l’aeroplano levarsi in volo? Naturalmente no. Per questo, la nostra prima preoccupazione deve essere quella di creare e spianare questa pista di decollo, come un selciato di azioni fisiche, forti della loro verità».</p>
<p>La farfalla del talento e dell’ispirazione è beatamente capricciosa, vola dove vuole, scriveva Parise. Il magico tocco di palla, alla Baggio, in una calcistica immagine di Raffaele Manica, non si può certo insegnare. Si può, forse, felicemente, per osmosi,  trasmettere la passione della letteratura, della scrittura e magari aiutare a scoprire un piccolo o grande talento in chi ignorava di possederlo. E si può, credo, costruire insieme, divertendosi, esercitandosi, cercando di scrivere in corretto italiano, provando anche forti emozioni, quella pista, l’energia di un lungo rollare, attraverso le azioni fisiche, o esercizi a vuoto, come mi piace definirli. Mettere in comune le proprie letture, esercitarsi con elementi a prima vista lontani (il dialogo, la descrizione di ambienti, del fisico), provando e riprovando e magari tentare una correzione corale. Stuzzicare la creatività, che spesso è sotterrata dalla pigrizia, dai doveri, dalla burocratizzazione. In attesa della festa, se arriverà, inattesa, ma comunque, sempre, accumulando un bagaglio utilissimo umanamente e per qualsiasi tipo di scrittura, anche inerente al lavoro, per migliorare il proprio italiano e tornare a leggere, leggere, leggere.</p>
<p align="center">Con l’augurio di molte farfalle, come scrive Jean-Dominique Bauby.</p>
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		<title>Scrittura Creativa &#8211; Libreria L&#8217;Argonauta</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Oct 2009 08:38:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News ed Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[A partire dal 26 Ottobre, tutti i lunedì dalle 19 alle 21, presso la Libreria L&#8217;Argonauta (Via Reggio Emilia 89, Roma, Zona  Nomentana) si svolgerà un Corso di Scrittura Creativa tenuto dal Prof. Fabio Pierangeli e da Lidia Sirianni.
Dopo una breve discussione sulle forme narrative, gli incontri saranno un vero e proprio laboratorio di esercizio seduta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A partire dal 26 Ottobre, tutti i lunedì dalle 19 alle 21, presso la Libreria<strong> L&#8217;Argonauta</strong> (Via Reggio Emilia 89, Roma, Zona  Nomentana) si svolgerà un Corso di Scrittura Creativa tenuto dal <em>Prof. Fabio Pierangeli</em> e da <em>Lidia Sirianni</em>.<br />
<span style="font-family: 'Times New Roman'; color: black; font-size: medium;"><span style="font-size: 14pt; color: black;">D</span></span><span style="color: black;"><span style="color: black;">opo una breve discussione sulle forme narrative, gli incontri saranno <span style="text-decoration: underline;">un vero e proprio laboratorio di esercizio seduta stante</span>, di lettura e correzione degli elaborati.</span></span></p>
<p>Per maggiori informazioni su costi e iscrizione cliccate sul sito: <a title="Libreria L'Argonauta" href="http://www.librerialargonauta.com" target="_blank">www.librerialargonauta.com</a> (Sezione Corsi).<br />
Oppure Contattate direttamente la<strong> Libreria </strong><strong>L&#8217;Argonauta</strong> al numero:  <strong>06.8543443<br />
</strong></p>
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