Lunedì 19 Ottobre, alle 19.00
“Con l’augurio di molte farfalle”
tenuto dal Professor Fabio Pierangeli,
con Marzia Consalvi e Daniela Iuppa,
dal libro “In attesa della festa. Letture, esercizi e antologia del laboratorio di creatività”, Universitalia Edizioni
presso la Libreria L’Argonauta – Libri per Viaggiare
In attesa della festa, il titolo del volumetto-antologia dei laboratori iniziati sette anni fa a Roma Tre, con Sergio Campailla, prende spunto da questa bella immagine di Kostantin Stanislavskij, il padre della regia moderna. Rivolgendosi ai suoi attori, ma la metafora resta valida per la scrittura creativa, comunicava una palese evidenza: l’ispirazione si rifiuta di sottoporsi al comando dell’attore, “arriva solo quando è festa”. E’ necessario individuare una via “più accessibile e battuta”, costituita dalle azioni fisiche, la cui funzione viene evocata con una similitudine bellissima: «Ricordatevi come decolla un aeroplano: rolla a terra, accumulando inerzia. Si crea un movimento d’aria che lo spinge da sotto le ali e solleva in aria la macchina. Anche l’attore si mette in moto e, come dire, prende la rincorsa lungo le azioni fisiche e accumula inerzia. In questo modo, con l’aiuto delle circostanze date e dei magici “se” l’attore dispiega le ali magiche della fede che lo innalzano nel regno dell’immaginazione, in cui crede sinceramente.
Ma se non c’è un terreno battuto o la pista di un aeroporto lungo la quale prendere la rincorsa, può forse l’aeroplano levarsi in volo? Naturalmente no. Per questo, la nostra prima preoccupazione deve essere quella di creare e spianare questa pista di decollo, come un selciato di azioni fisiche, forti della loro verità».
La farfalla del talento e dell’ispirazione è beatamente capricciosa, vola dove vuole, scriveva Parise. Il magico tocco di palla, alla Baggio, in una calcistica immagine di Raffaele Manica, non si può certo insegnare. Si può, forse, felicemente, per osmosi, trasmettere la passione della letteratura, della scrittura e magari aiutare a scoprire un piccolo o grande talento in chi ignorava di possederlo. E si può, credo, costruire insieme, divertendosi, esercitandosi, cercando di scrivere in corretto italiano, provando anche forti emozioni, quella pista, l’energia di un lungo rollare, attraverso le azioni fisiche, o esercizi a vuoto, come mi piace definirli. Mettere in comune le proprie letture, esercitarsi con elementi a prima vista lontani (il dialogo, la descrizione di ambienti, del fisico), provando e riprovando e magari tentare una correzione corale. Stuzzicare la creatività, che spesso è sotterrata dalla pigrizia, dai doveri, dalla burocratizzazione. In attesa della festa, se arriverà, inattesa, ma comunque, sempre, accumulando un bagaglio utilissimo umanamente e per qualsiasi tipo di scrittura, anche inerente al lavoro, per migliorare il proprio italiano e tornare a leggere, leggere, leggere.
Con l’augurio di molte farfalle, come scrive Jean-Dominique Bauby.