A volte si sottovaluta la potenza del web e a volte la si sopravvaluta, pensando che basti mettere online un piccolo sito statico oppure crearsi l’ormai necessario account di Facebook per risultare visibili. Non si pensi che il mondo della Letteratura sia meno complesso se riversato in ambiente telematico: servono obiettivi, punti di partenza, applicazioni di un certo livello, studi di marketing e soprattutto tanta tanta pazienza.
Tornando al fulcro del discorso, è bene spiegare perché ormai il connubio Letteratura e Web sia d’obbligo. Come è noto da svariati anni l’internet non è più solo un media ( anche se preferisco definirlo strumento ) ma è IL media, quello più utilizzato, quello più completo, quello per eccellenza che raccoglie in sé tutti gli altri vecchi media: giornali, radio, tv… Se internet ieri era un canale dove leggere, guardare, capire, oggi è uno strumento da cui guadagnare, scrivere e pubblicare: da passivi fruitori, noi inutilissimi utenti diventiamo veri e propri agenti. La letteratura infondo cos’è se non un continuo divenire di scrittura, critica professionale e reti di opinioni? Dunque oggi non ci è più permesso pubblicare un racconto e farlo leggere: oggi è d’obbligo pubblicarlo online, farlo leggere disperdendolo in questo mondo vorticoso senza barriere, riceverne commenti e scambiarsi opinioni in merito , ma anche ampliare l’informazione partendo da un singolo e minuscolo link per arrivare, senza quasi accorgercene, a scoprire quello che non avremmo mai pensato, passo dopo passo, click dopo click, quasi inconsciamente, di sorpresa.
L’obiettivo del sito dunque non è solamente sponsorizzare il mio prodotto (che lo vogliamo o no, a costo di risultare cinici, ormai internet è marketing) ma creare una rete di informazioni, di critica, di opinioni, non solo nel piccolo ambito letterario di cui faccio parte, ma anche argomentando questioni di ampia scala attraverso articoli di collaboratori, amici scrittori e professori universitari.
Oggi la letteratura riparte da internet; riparte da internet perché non si può conoscere il bello e il nuovo solo attraverso canali stretti e riservati ai grandi ma lo si deve scoprire con passione e curiosità secondo schemi liberi.